Il rapporto tra intelligenza artificiale e città entra in gioco per renderle migliori e più capaci di rispondere alle necessità di cittadini e imprese. L’AI è ormai un pilastro fondamentale della città intelligente. Lo evidenziano i risultati dell’Intelligent Cities Index, il report di BCG che valuta il modo in cui 61 grandi città del mondo utilizzano la tecnologia per servire i propri residenti e le imprese.

L’analisi offre un quadro dello stato di avanzamento nell’impiego dell’intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, mostra che c’è ancora molto da fare affinché l’implementazione tecnologica sia più radicata ed efficace. Emerge, in ogni caso, un concetto fondamentale: l’intelligenza artificiale è una componente chiave della città intelligente.

L’AI diventa un pilastro delle città intelligenti

Il primo Intelligent Cities Index di BCG valuta il modo in cui 61 grandi città del mondo utilizzano la tecnologia per servire i propri residenti e le imprese. Offre una prospettiva sulla maturità delle città intelligenti incentrata sulla tecnologia, guidata dai fattori abilitanti e orientata ai risultati. Il report analizza la maturità in cinque ambiti: risultati, strategia, adozione, modalità di lavoro e fattori abilitanti. Il livello complessivo di maturità di una città riflette la combinazione dei risultati ottenuti in questi ambiti e si articola in quattro fasce: “all’avanguardia”, “in accelerazione”, “emergente” e “in via di sviluppo”.

Un primo elemento di attenzione è la progressiva crescita dell’adozione dell’intelligenza artificiale nelle città. Le città di tutto il mondo stanno adottando AI e tecnologie digitali per offrire ai propri cittadini servizi di livello sempre più elevato. Come ha spiegato Akram Awad, managing director e partner di BCG, coautore del report:

L’AI è oggi un fondamento delle città intelligenti e l’ottimismo che genera la sua adozione non è confinato agli hub tecnologici”.

I cittadini stanno iniziando a considerare l’AI una tecnologia concreta, in grado di aumentare le opportunità, la produttività e la qualità della vita. Questa visione è particolarmente diffusa in alcune aree geografiche: le città di Africa, Asia e Medio Oriente registrano un forte entusiasmo e un’ampia adozione.

Le città che guidano l’Intelligent Cities Index

Le cinque città ai vertici dell’Index sono Londra, Dubai, New York, Washington e Amsterdam. Tutte e cinque mostrano un livello di maturità “all’avanguardia” in due o più dei cinque ambiti.

Nell’elenco delle 61 città analizzate compaiono anche Roma e Milano. Condividono lo stesso punteggio complessivo, pari a 61, e la stessa fascia di maturità, “emergente”, occupando rispettivamente la 40ª e la 41ª posizione.

Tuttavia, nessuna città è all’avanguardia in tutti gli ambiti: anche quelle più avanzate nell’implementazione delle tecnologie presentano aspetti da migliorare.

Il successo di una città richiede quindi un approccio equilibrato ai diversi fattori abilitanti e, più in generale, ai cinque ambiti considerati dall’Indice.

Il legame tra qualità della vita e AI

Che valore ha l’intelligenza artificiale per le città? Nelle realtà urbane in cui l’adozione dell’AI è più elevata, il report rileva una relazione positiva con i risultati per i residenti. L’analisi BCG evidenzia che:

Le città che si collocano nel gruppo degli utilizzatori più avanzati dell’intelligenza artificiale tendono a presentare un numero maggiore di casi d’uso e un’elevata qualità della vita. Ampliare i casi d’uso dell’AI è un’azione importante, pur non essendo l’unica, per aumentare la maturità complessiva della città intelligente”.

Inoltre, il report mette in evidenza un circolo virtuoso: quando i residenti percepiscono valore nell’AI, cresce l’ottimismo verso la tecnologia, che può favorire maggiore coinvolgimento, innovazione e diffusione su scala urbana. Un meccanismo analogo emerge per le app di smart city, per le quali frequenza d’uso e soddisfazione tendono a crescere insieme.

Tecnologia, competenze e investimenti: serve equilibrio

Ma la tecnologia, da sola, non basta. Le città più mature combinano fattori abilitanti “hard”, come dati, tecnologia, infrastrutture e diffusione dell’AI, con fattori “soft”, come talenti, competenze, ecosistemi dell’innovazione e finanziamenti.

Secondo Rami Mourtada, partner e director di BCG e coautore del report,

 Considerando il ritmo con cui cambiano le aspettative dei cittadini oggi, costruire le fondamenta digitali di una città intelligente richiede impegno su più fronti. Ma attenzione: non tutto deve avvenire in un’unica fase.”

Costruire le fondamenta di una città intelligente attraverso l’intelligenza artificiale e la tecnologia digitale è un processo di lungo periodo. Residenti e imprese adottano queste tecnologie giorno dopo giorno e non esiste un unico percorso da seguire: alcune città accelerano concentrandosi su poche aree critiche, mentre altre cercano di bilanciare i punti di forza nei diversi ambiti. Come conclude il report, lo slancio deriva dal compiere oggi scelte consapevoli e dal costruire per il domani.

In conclusione, il documento propone una roadmap articolata su priorità strategiche di lungo periodo, governance e modalità di lavoro, scalabilità delle soluzioni già efficaci e rafforzamento dei fattori abilitanti: dati, infrastrutture, talenti ed ecosistema.

Comments are closed.