L’uso dell’intelligenza artificiale si sta intensificando in tutti i settori, ma ciò che colpisce maggiormente è l’incremento dell’Agentic AI in azienda. Come riporta il report di McKinsey “The State of AI in 2026“, il suo impiego aumenta soprattutto da parte delle grandi imprese. Il 40% degli intervistati appartenenti a organizzazioni con un fatturato annuo superiore a 1 miliardo di dollari dichiara di aver implementato agenti AI su larga scala, rispetto al 27% dell’anno scorso. Si accentua così il divario tra le grandi realtà e quelle più piccole: tra queste ultime, infatti, l’implementazione su larga scala dell’AI agentica è rimasta invariata al 22%.

Nel complesso, l’adozione dell’intelligenza artificiale continua a crescere, anche se emergono alcuni elementi critici legati ai costi e all’impatto finanziario.

La diffusione CRESCENTE dell’AI

Il primo elemento di attenzione, a proposito di agentic AI in azienda e in generale, riguarda la diffusione di modelli e strumenti di intelligenza artificiale nel tessuto aziendale. L’utilizzo dell’AI si sta estendendo man mano che le organizzazioni superano la fase di sperimentazione, con le grandi imprese a fare da apripista.

McKinsey afferma, a proposito:

“Quasi nove intervistati su dieci dichiarano di utilizzare regolarmente l’AI in almeno una funzione aziendale, ma sempre più organizzazioni stanno passando da implementazioni isolate all’adozione su scala aziendale: il 44% ora afferma che l’intelligenza artificiale si sta diffondendo in tutta l’azienda, rispetto al 38% di un anno fa”.

Il divario tra organizzazioni grandi e piccole è sempre più evidente. Nelle prime, il 54% degli intervistati dichiara di aver esteso l’AI a tutta l’azienda; nelle realtà più piccole la percentuale si ferma a un terzo.

Anche per l’Agentic AI il divario si conferma: le imprese più grandi stanno passando dalla sperimentazione alla scalabilità degli agenti AI molto più rapidamente rispetto a quelle più piccole.

Agentic AI in azienda: gli strumenti più diffusi

Tra gli strumenti di intelligenza artificiale, i chatbot sono i più diffusi: il 47% degli intervistati afferma che le proprie organizzazioni li stanno implementando su larga scala. Circa due intervistati su dieci riferiscono di aver raggiunto la stessa fase con gli agenti di intelligenza artificiale e una quota analoga lo dichiara per gli agenti di programmazione software.

Un altro elemento di interesse riguarda l’utilizzo degli strumenti di programmazione agentica per sviluppare software internamente anziché acquistarlo. Il 32% del campione intervistato afferma che la propria organizzazione ha rinunciato ad acquistare uno o più prodotti o funzionalità software perché potevano essere sviluppati internamente con strumenti di programmazione agentica.

I settori dove si impiegano di più gli agenti AI

L’adozione dell’Agentic AI si concentra soprattutto nei settori IT, knowledge management e ingegneria del software. Nel comparto dei beni di consumo e del retail gli agenti AI sono impiegati principalmente nelle attività di marketing e vendita, mentre nei settori produttivi, come automotive, aerospazio e semiconduttori, trovano maggiore applicazione nella gestione della supply chain, delle scorte e dei processi produttivi.

L’altro lato dell’intelligenza artificiale

Permangono alcuni elementi di complessità nell’adozione dell’intelligenza artificiale. Otto intervistati su dieci affermano che l’AI ha migliorato la loro produttività e circa la metà dichiara che li ha aiutati a sviluppare nuove competenze e a prendere decisioni migliori. Tuttavia, l’esperienza non è universalmente positiva.

L’80% degli intervistati afferma che l’AI ha migliorato la produttività individuale, mentre il 50% ritiene che favorisca decisioni migliori.

Impatto finanziario, costi e occupazione: timori e dati

I benefici individuali non si sono ancora tradotti in un impatto finanziario complessivo per le organizzazioni. Solo il 37% degli intervistati afferma che l’AI ha contribuito positivamente ai risultati operativi aziendali, un dato sostanzialmente invariato rispetto al 2025 nonostante la crescita dell’adozione su larga scala.

Un’altra criticità riguarda i costi: il 20% degli intervistati sostiene che i costi operativi dell’AI abbiano ostacolato il ricorso a questa tecnologia, sebbene la maggioranza preveda di aumentare gli investimenti.

Anche sul fronte occupazionale emergono timori. Il 39% degli intervistati si aspetta una riduzione dell’occupazione complessiva nel prossimo anno a causa dell’AI, rispetto al 32% dell’anno precedente. Tuttavia, il 43% non prevede alcun cambiamento e, rispetto al sondaggio dello scorso anno, la quota di chi oggi segnala una riduzione effettiva della forza lavoro è inferiore a quella di chi allora la prevedeva.

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