All’interno delle politiche europee, l’attenzione allo sviluppo e alla digitalizzazione delle Pmi, e delle imprese in generale è sempre più importante e pressante. Se si guarda allo scenario di riferimento e agli obiettivi della Digital Compass 2030, delineato da The European House – Ambrosetti e le politiche europee, che vertono su quattro pilastri dell’evoluzione digitale (digital transformation delle imprese, competenze, digitalizzazione dei servizi pubblici, infrastrutture digitali sicure e sostenibili), gli obiettivi da raggiungere sono sfidanti. Guardando ai quattro comparti considerati, se si considera il gap dell’Europa e dell’Italia e gli obiettivi posti, il divario è piuttosto ampio. Per esempio: in termini di adozione di tecnologie digitali, accanto a un valore di riferimento italiano del 41% (al 2021) e a una media UE del 37%, il target UE al 2030 è fissato al 75%.

«Se si considera, invece, lo scenario relativo alla sicurezza, si nota come il panorama delle imprese, in particolare le Pmi – che rappresentano un tessuto essenziale dell’economia italiana sia per impatto sul Pil che per numero di addetti e di aziende – il contesto non è certo ottimale. Qui diventa essenziale il ruolo dei partner di canale», ha affermato Claudia Bonatti, Direttrice del mercato delle piccole e medie imprese Microsoft, in occasione del TD SYNNEX Channel Summit.

Digitalizzazione delle Pmi: il fattore sicurezza

Circa il 70% delle aziende dichiara di non avere skill adeguati al proprio interno a gestire la sicurezza. Emerge, quindi, una necessità profonda delle aziende di avere dei servizi di gestione della sicurezza da parte di terzi.

I budget sono in crescita, tuttavia diverse aziende non hanno focalizzato che questo è un tema fondamentale per il loro futuro e per la loro crescita. Purtroppo il 60% delle Pmi ha difficoltà a mantenere continuità operativa da quando ha subito una violazione informatica (il 37% delle Pmi ha dichiarato che nell’ultimo anno ha fronteggiato almeno un attacco informatico contro una media UE del 28% – nda).

«Questo è un contesto in cui il bisogno di servizi di security è fondamentale; il ruolo che possiamo giocare insieme assume un’importanza sensibile», ha rilevato Bonatti.

Sicurezza digitale: un tema esplosivo

Perché il tema della sicurezza digitale sta esplodendo? Perché la superficie d’attacco cui sono esposte le imprese è enorme e comprende elementi molto diversi tra loro e un vero discorso di sicurezza viene affrontato solo nel momento in cui tutta la superficie viene adeguatamente coperta e governata.

«Microsoft lavora da tempo a una soluzione di sicurezza onnicomprensiva che vuole andare a lavorare a tutti gli scenari prima considerati. Conta su un team di security a livello corporation davvero ampio (oltre 8500 ingegneri e ricercatori) che se ne occupano ogni giorno», ha ricordato Bonatti. Grazie alla gestione di un cloud molto esteso, ha la possibilità di analizzare un numero di dati enorme – si parla di 65mila miliardi di dati analizzati ogni giorno – per vagliare e affrontare tutti i potenziali cyber attacchi capaci di causare danni notevoli. «Questo è possibile anche grazie a forti investimenti in ricerca e sviluppo (20 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni), basato su data analytics, con un team dedicato molto ampio e su una rete di partner significativa».

La sicurezza secondo Microsoft

Ecco allora, come è costituita l’offerta Microsoft security a vantaggio della digitalizzazione delle Pmi e non solo. Essa verte su quattro pilastri: gestione di identità e accesso ai dispositivi; threat protection; information protection; cloud security.

La compromissione delle password è il primo elemento di vulnerabilità e quindi la gestione di identità e accesso ai dispositivi costituisce uno dei punti fondamentali.

La protezione dalle minacce è un secondo elemento sensibile, cui si deve rispondere con rapidità ed efficacia. Anche nel caso della protezione delle informazioni i rischi corsi sono elevati: capita che si condividano con l’esterno informazioni e dati sensibili all’azienda e personali. Ecco allora che Microsoft punta ad assistere l’azienda nell’identificare i dati sensibili e tutelarli, evitando che ne vengano a conoscenza persone non autorizzate.

Infine, la sicurezza nel cloud è un tema quanto mai attuale: sempre più aziende scelgono di adottare soluzioni ibride, che uniscono hardware e cloud. «Quello che noi proponiamo è la capacità di governare la sicurezza end-to-end con soluzioni cloud nostre e di altri partner», ha sottolineato la Direttrice del mercato Pmi Microsoft.

In questo scenario le possibilità di scelta di un’azienda, anche di un partner di canale, è unire il meglio di quanto disponibile sul mercato in una soluzione customizzata, oppure fare una scelta integrata di una piattaforma – come quella Microsoft – che, semplificando, integra tutte le componenti in una soluzione unica di security, contando su aggiornamenti e integrazioni in tempo reale.

I vantaggi della sicurezza basata sulla Generative AI

Nel vasto ventaglio dell’offerta del colosso IT, va segnalato Microsoft Security Copilot, il primo e unico strumento di sicurezza basato sull’AI generativa. Consente di rispondere in pochi minuti, semplifica la complessità con prompt in linguaggio naturale e report facili; cattura ciò che gli altri perdono con una comprensione più profonda degli eventi; affronta la carenza di talenti ampliando le competenze umane.

«Copilot la vedremo integrata in tutta la piattaforma Microsoft 365. Offrirà servizi in grado di svolgere una parte dei compiti che vengono gestiti ogni giorno. In particolare potremo contare su una parte di Copilot nei servizi di security che andrà a lavorare sull’accelerazione della capacità di risposta agli attacchi, semplificando la gestione della comunicazione relativa ai prompt di sicurezza, tra l’altro». È una componente importante di innovazione, che rappresenta una trasformazione fondamentale in questo contesto, permettendo alle aziende di rispondere in modo più efficace alle normative europee nel campo della sicurezza.

A questo riguardo va citata la direttiva europea NIS2, che riguarderà anche le Pmi, e tutte le imprese che operano in una filiera. Richiederà loro di adempiere a tutta una serie di normative riguardanti la messa in sicurezza del proprio network. «Si apre così un’ulteriore opportunità di interlocuzione con i nostri clienti per andare a raccontare loro come mettere in sicurezza le loro infrastrutture e quindi adempiere anche alla normativa, in quanto potrebbe essere loro esplicitamente richiesto», ha affermato in conclusione Bonatti.

Microsoft, quindi, propone una soluzione di sicurezza integrata, incentrata sull’intelligenza artificiale. Questo è un elemento di innovazione cui si aggiunge l’annuncio dell’apertura di un data center, una cloud region alle porte di Milano, in cui verranno offerti servizi cloud a tutte le aziende che ne avranno necessità.

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