Il mercato IoT in Italia prosegue la sua crescita, fino a sfiorare nel 2025 gli 11 miliardi, trainando l’innovazione e lo stesso mercato digitale italiano.

Con 10,9 miliardi di euro di valore e 175 milioni di oggetti connessi in Italia (25% su rete cellulare, 75% su altre tecnologie), evidenzia un continuo apprezzamento, in ogni comparto applicativo.

A rilevare lo stato di forma ed evidenziare i numeri di questo progresso è l’ultima edizione del report dell’Osservatorio Internet of Things – Politecnico di Milano.

Il dinamismo del mercato IoT in Italia e nel mondo

Il mercato IoT in Italia continua a essee molto dinamico “anche a livello internazionale”, rilevano gli analisti dell’Osservatorio, segnalando l’avanzamento del 5G e del Mobile Private Network e la diffusione delle reti LPWA (Low Power Wide Area). Evolvono, inoltre, le architetture basate su edge AI e le soluzioni di Agentic AI, evidenziando così la sempre più stretta relazione tra intelligenza artificiale e Internet of Things.

Quello che colpisce è il grado di pervasività dell’IoT in Italia: detto dei 175 milioni di oggetti connessi significa contarne tre per ogni abitante. Le applicazioni si dividono tra quelle su rete cellulare (44 milioni e 4,3 miliardi di euro in valore) e quelle su reti alternative (131 milioni) come Wi‑Fi, Bluetooth, Zigbee, 169 MHz, LPWA non cellulari.

IoT e AI sempre più collegati

Un’altra nota caratteristica è la relazione con l’intelligenza artificiale. Come rileva il report,

“continua a evolvere l’offerta di soluzioni IoT, con un numero crescente di aziende in grado di raccogliere grandi quantità di dati dagli oggetti connessi, grazie ai quali sviluppare nuovi servizi a valore aggiunto e integrare soluzioni avanzate basate sull’Intelligenza Artificiale”.

Questo approccio ha un impatto diretto sui numeri del mercato: i servizi raggiungono quota 4,5

miliardi di euro e l’AI si conferma al primo posto tra le tecnologie che le aziende desiderano integrare con l’Internet of Things.

Crescono tutti i comparti

Un elemento considerevole è la crescita di tutti i comparti del mercato IoT in Italia. Tra di essi, il primo per valore nel 2025 è il settore Smart Utiliy, ovvero quello delle soluzioni di smart metering per le utility (1,87 miliardi di euro). Esso evidenzia un tasso di crescita (+18% rispetto al 2024) che per il secondo anno consecutivo “è ben superiore alla media del mercato”.

Segue il segmento Smart Car, ovvero dei veicoli connessi (1,76 miliardi di euro e +6%). Oggi si contano 6,5 milioni di auto nativamente connesse e 10,5 milioni con black box. Nel 2025 il 18% delle nuove immatricolazioni dispone di sistemi vocali evoluti/infotainment basati su intelligenza artificiale

Smart Building (1,4 miliardi), pur restando il terzo comparto più importante, evidenzia una crescita quasi piatta, condizionato dal calo degli incentivi, in primis il Superbonus.

Smart factory: i progressi dell’industria connessa

Tra i segmenti applicativi dell’IoT in Italia, cresce invece in maniera sostenuta (+12%), il segmento Smart Factory, al quarto posto. Il 71% delle grandi imprese ha già implementato almeno un progetto IoT, valore che scende al 59% tra le medie imprese.

Va considerato, però, che il divario negli anni si è progressivamente ridotto. Inoltre, il dinamismo del comparto è confermato anche dalle intenzioni d’investimento future: il 73% delle grandi imprese e il 64% delle medie dichiara di voler sviluppare nuove iniziative nei prossimi anni, inaumento rispetto al 2024.

La crescita dei progetti Industrial IoT nell’ultimo anno “è stata sostenuta in misura significativa dagli incentivi legati ai Piani Transizione 4.0 e 5.0 con rispettivamente ben 2,2 e 2,75 miliardi di euro erogati”.

L’AI penetra nei processi

Sempre nel segmento delle Smart Factory, l’analisi dei progetti IIoT mostra che l’Intelligenza Artificiale sta entrando con forza nei processi produttivi e gestionali. Lo rileva il report, segnalando che il 30% delle imprese utilizza oggi soluzioni di Industrial AI (+11% rispetto al 2024), mentre le medie imprese hanno raddoppiato l’adozione, passando dal 6% al 12% in un solo anno.

Nell’esame degli ambiti di applicazione più diffusi, prevalgono cybersecurity e riconoscimento immagini (55%). A seguire si segnala la manutenzione predittiva (49%) e l’ottimizzazione della produzione (45%).

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