La space economy è un settore che attira un progressivo e sensibile interesse, tanto che si prevede che l’economia spaziale triplicherà il suo valore in meno di 15 anni.

È un ambito caratterizzato da una forte crescita, che ha ricadute importanti anche al di fuori del contesto spaziale. Molte applicazioni o soluzioni tecnologiche pensate per lo spazio hanno impatti concreti nel quotidiano, caratterizzandosi di forte valore per le telecomunicazioni e per l’ambito IT.

Già oggi, sono molte le tecnologie sviluppate per il settore spaziale e adottate nella vita quotidiana. La fotocamera dei nostri smartphone, i LED, le cuffie wireless, il mouse del computer e lo stesso personal computer, sono solo alcune soluzioni sviluppate in ambito spaziale, ricorda la NASA. Molte ancora se ne svilupperanno, anche grazie alle potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale.

Cos’è la space economy e qual è il suo valore

La space economy comprende tutte le attività e le risorse che contribuiscono al progresso umano attraverso l’esplorazione, la ricerca, la comprensione, la gestione e l’utilizzo dello spazio.

Già oggi, ha un peso specifico economico importante, rappresentando circa lo 0,35% del Pil mondiale. L’economia spaziale raggiungerà i 1800 miliardi di dollari entro il 2035 rispetto ai 630 miliardi di dollari del 2023: lo prevedono World Economic Forum e McKinsey, rilevando che lo spazio diventerà sempre più un luogo di connessione tra persone e merci. Cinque settori – catena di approvvigionamento e trasporti; alimenti e bevande; difesa statale; vendita al dettaglio, beni di consumo e lifestyle; e comunicazioni digitali – genereranno oltre il 60% della crescita dell’economia spaziale entro il 2035.

Quale fornitore di applicazioni innovative e servizi avanzati impiegati in modo sempre più crescente nella vita quotidiana, si stima che l’economia spaziale, entro il 2040, avrà un valore compreso tra i mille e i 2700 miliardi di dollari.

Sono 88 i Paesi nel mondo investono in programmi spaziali, 14 dei quali hanno capacità di lancio.

Tra i più avanzati nel settore c’è l’Italia, sesto Paese al mondo per rapporto fra investimenti nello spazio e Pil e il terzo in Europa, rileva Eurispes, figurando tra i nove Paesi dotati di un’agenzia spaziale.

I motivi della crescita del settore spaziale

A motivare la crescita di questo settore è la riduzione dei costi. Uno dei principali ostacoli allo sviluppo dell’economia spaziale era l’elevato esborso dei viaggi nello spazio. Negli ultimi dieci anni, gli Stati Uniti hanno aperto il loro settore spaziale ai fornitori privati ​​di servizi di lancio. Nuove startup hanno fatto progressi nello sviluppo di razzi vettori, riuscendo a dimezzare il costo di invio di un satellite nello spazio. Secondo una ricerca, il costo attuale per portare un chilogrammo di carico utile in orbita terrestre bassa si è ridotto di circa il 95% rispetto all’era dello Space Shuttle.

Così si è arrivati al dinamismo che vive oggi il settore, come si nota dal numero di oggetti inviati nello spazio. Nel 2025 sono stati lanciati nello spazio 4.510 oggetti: satelliti, sonde, moduli di atterraggio, veicoli spaziali con equipaggio, elementi di volo della stazione spaziale. È un record, considerando che il precedente primato è stato registrato nel 2023 con 2.903 oggetti (fonte: Our World In Data). I servizi satellitari rappresentano circa il 40% dei ricavi attuali.

IT e space economy: due settori connessi, anche grazie all’AI

Space economy è un ambito legato al settore IT. Può essere considerata una piattaforma trasversale che coinvolge intelligenza artificiale, cloud computing, telecomunicazioni, cybersecurity.

I servizi, le tecnologie e gli approcci del settore IT sono stati trasferiti al settore spaziale, rivoluzionando le applicazioni spaziali a valle e l’intera catena del valore del settore spaziale.

Uno degli elementi comuni tra IT e space economy, in grado di contribuire al loro sviluppo, è l’intelligenza artificiale. Gli impieghi dell’AI nel settore spaziale sono diversi e tutti in grado di consentire un progresso significativo all’ambito applicativo. Si prenda l’autonomia, da sempre una caratteristica cruciale dell’esplorazione spaziale. Come spiega Simonetta Di Pippo, professoressa di Pratica di Economia Spaziale e Direttrice dello Space Economy Evolution Lab (SEE Lab) presso la SDA Bocconi,

“In passato, veicoli autonomi venivano inviati a esplorare i corpi celesti del sistema solare e a raccogliere campioni che venivano poi analizzati sulla Terra. L’intelligenza artificiale moltiplica l’autonomia delle nostre sonde spaziali. Per esplorare Marte, ad esempio, l’IA ha permesso al rover Perseverance di valutare il terreno e scegliere il sito di atterraggio più adatto”.

I campi applicativi dell’intelligenza artificiale per l’ambito spaziale

Motore dell’AI sono i dati. Nello spazio se ne acquisiscono quantità enormi, soprattutto immagini, che devono essere trasmesse a terra per essere elaborate. Le difficoltà legate alle distanze e alla velocità di trasmissione, rende indispensabile dover selezionare le immagini. L’intelligenza artificiale potrebbe velocizzare tale processo e sarebbe anche un potente strumento per la data analysis.

Uno dei casi più rilevanti, a tale proposito, è l’acquisizione di Planetek da parte della italiana D-Orbit nel 2025, il cui fulcro tecnologico dell’operazione è AI-eXpress, una missione che utilizza intelligenza artificiale e blockchain per elaborare i dati direttamente in orbita. Il risultato è la creazione di una nuova architettura cloud spaziale chiamata SpaceStream, progettata per fornire analisi quasi in tempo reale in settori quali il monitoraggio climatico, la sicurezza e la gestione delle emergenze.

Altri settori in cui l’utilizzo delle potenzialità dell’AI è fondamentale sono poi quelli: della guida, della navigazione e del controllo autonomi; delle operazioni satellitari; della progettazione e collaudo dei veicoli spaziali.

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