La casa smart è sempre più una realtà in Italia. Il 63% degli italiani ha almeno un dispositivo smart home, mentre il 51% connette realmente i dispositivi acquistati. Sono alcuni dei dati del l’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, che ha presentato il mercato della smart home nel nostro Paese, che nel 2025 ha raggiunto per la prima volta quota 1 miliardo di euro. Dal 2016 a oggi ha pressoché decuplicato il suo valore.

Casa smart: il mercato in Italia oggi vale un miliardo

La casa smart è un contesto in costante crescita. Nel confronto, nel 2025 ha fatto registrare un +11% rispetto all’anno prima, che era già stato un anno positivo.

L’Italia si conferma, quindi, un mercato fertile per la smart home. I risultati ottenuti (1 miliardo di valore di mercato e +11% di crescita dal 2024) sono in linea con i principali mercati europei, dove la crescita si colloca tra l’8% e il 12%. Tuttavia, va detto che la spesa pro-capite italiana resta inferiore alla media UE (16,9 euro per abitante contro 34,2).

Si spende di più in sicurezza

Nell’analizzare il mercato italiano, si nota quale primo elemento di traino il comparto della sicurezza, con 305 milioni di euro, costituendo il 30% del valore complessivo. Piacciono le tecnologie dedicate, come videocamere, sensori per porte e finestre, videocitofoni e serrature connesse.

Gli elettrodomestici connessi (195 milioni di euro) rappresentano la seconda voce di mercato. Seguono i dispositivi legati al risparmio energetico, che comprendono caldaie, termostati, valvole termostatiche e condizionatori connessi (142 milioni di euro).

Gli smart speaker (112 milioni di euro), mantengono una discreta quota di mercato (11%), anche se fanno registrare un calo, motivato principalmente dalla progressiva saturazione del comparto.

Infine, il resto del mercato se lo dividono casse audio (7%), dimmer & serie civili connesse (6%), lampadine (6%), soluzioni di Assisted Living per la salute degli utenti fragili (2%), dispositivi per gestire tende e tapparelle da remoto (2%) e smart plug (“prese elettriche intelligenti”, 2%).

Dove si acquistano i dispositivi per la smart home

Nell’analisi dei canali di vendita, il retail si conferma essere trainante per il mercato. La forte spinta agli acquisti online favorisce la crescita degli eRetailer, che raggiungono quota 465 milioni di euro e registrano un tasso di crescita del 25% nei prodotti smart home, superiore alla media dei prodotti venduti online (+5%).

I retailer multicanale (+20%, 160 milioni di euro) confermano di essere un canale prediletto.

Il fattore AI…

Il 2025 è un anno storico, per certi aspetti, per la casa smart: l’intelligenza artificiale è divenuta un elemento centrale nelle soluzioni smart home, abilitando automazione domestica, manutenzione predittiva e ottimizzazione dei consumi energetici.

L’AI gioca un ruolo sempre più importante nelle soluzioni smart per la casa, abilitando funzioni avanzate come la selezione automatica dei momenti salienti delle registrazioni da archiviare in cloud o il riconoscimento di situazioni di pericolo e attivazione di allarmi solo quando necessario. Come ha affermato Angela Tumino, Direttrice dell’Osservatorio Internet of Things:

“Il 2025 ha segnato un punto di svolta per la Smart Home, sempre più orientata a soluzioni AI-based. L’Intelligenza Artificiale è diventata un elemento centrale non solo per l’automazione domestica, la manutenzione predittiva e l’ottimizzazione dei consumi energetici, ma anche come principale leva di differenziazione tra funzionalità di base gratuite e servizi avanzati ad alto valore aggiunto, sempre più spesso offerti tramite modelli di abbonamento ricorrenti”.

…e una maggiore consapevolezza

A questo si aggiunge una maggiore consapevolezza e maturità dei consumatori, a partire dal grado di conoscenza. Secondo l’indagine realizzata dall’Osservatorio in collaborazione con Ipsos Doxa, il 73% dei consumatori italiani conosce la Smart Home (+4% vs 2024).

Se il 63% degli italiani possiede almeno un oggetto smart (+4%), tra di essi, il 43% ne possiede da uno a cinque, il 37% tra sei e dieci e il 20% oltre dieci.

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