“LA DIGITAL TRANSFORMATION È CRUCIALE PER LE AZIENDE” A COLLOQUIO CON FERDINANDO CAPUTO

«Il cuore di tutto sono i dati: sono loro il motore che guida i processi di trasformazione (Digital, IT, Security, Workforce)».

«Con la trasformazione digitale si ottengono informazioni sempre più precise per mezzo della correlazione dei dati presenti all’interno e all’esterno dell’azienda».

«Occorre un cambio di paradigma: stiamo però riscontrando un sempre maggiore interesse da parte dei clienti italiani verso le soluzioni convergenti ed iperconvergenti.».

Ferdinando Caputo, Senior Sales and Partner Enablement Manager di Dell EMC, ci spiega la portata della digital transformation. 

Cosa intendiamo quando parliamo di digital transformation?

Guardando alla trasformazione che i nostri clienti (e i loro dipartimenti IT) stanno vivendo, vediamo che IL CUORE DI TUTTO SONO I DATI, vero motore che guida i processi di trasformazione (Digital, IT, Security, Workforce). In particolare, la digital transformation riguarda l’adozione di infrastrutture hardware e software che forniscano la capacità di fruire delle informazioni digitali – interne o esterne, proprie o di terzi, strutturate e non strutturate, aggregate o meno – per aumentare la capacità competitiva, e farlo in maniera efficace, efficiente e sempre più rapida.

Perché la digital transformation è così cruciale per le aziende?

La trasformazione digitale è un cambiamento fondamentale che la tecnologia può apportare al modo in cui i clienti approcciano i loro mercati. Per accelerare e restare competitivi, è necessario adottare un ciclo continuo (e veloce) nello sviluppo di nuove applicazioni che consentano di offrire nuovi e migliori servizi ai clienti e di migliorare la loro user experience personalizzandola in maniera sempre più spinta. Questo ciclo continuo parte dalle applicazioni stesse, passa per i nuovi dati che vengono creati e rielaborati da queste, al fine di OTTENERE INFORMAZIONI SEMPRE PIÙ PRECISE attraverso la correlazione di tutti i dati presenti all’interno e all’esterno dell’azienda (compresi ad esempio quelli provenienti dai device dell’IoT e quelli presenti sui social) attraverso la ‘real time analytics’.
Queste informazioni, che potremmo definire di immediato valore pratico devono essere utilizzate dalle aziende per DECIDERE PIÙ VELOCEMENTE LE AZIONI DA INTRAPRENDERE per migliorare i loro prodotti o fornire migliori servizi, e farlo in maniera rapida per mantenere o guadagnare un vantaggio temporale sui loro competitor.

Platform as a Service, infrastrutture convergenti, hybrid cloud, software defined: sono questi i cardini della Transformation secondo DELL. Può spiegare in cosa consistono e quali vantaggi danno alle aziende?

Le informazioni ricavate attraverso la ‘real time analytics’ sono IL CARDINE su cui si dovrebbe basare lo sviluppo delle nuove applicazioni e delle nuove funzionalità all’interno di esse, in un ciclo di sviluppo e messa in produzione che prevede anche più aggiornamenti giornalieri delle applicazioni e del loro ambiente operativo. Ciò rende necessari PROCESSI DI AUTOMAZIONE SEMPRE PIÙ SPINTI per la messa in produzione dei nuovi ambienti operativi e delle nuove funzionalità.

Usufruire di un ‘PaaS’, che in Dell Technologies si chiama Pivotal Cloud Foundry, permette agli sviluppatori di focalizzarsi in tre modi sul solo codice: mantenendo la scelta del linguaggio di programmazione (come ad esempio Java, .Net, PHP, Ruby, Python, node.js o Go) e dell’ambiente operativo (Windows/Linux); automatizzando tutti i processi che servono per mettere in produzione le nuove applicazioni/funzionalità, supportando diversi ambienti di orchestrazione (ad esempio Kubernetes o Dockers Swarm); fornendo la possibilità di utilizzare per le queste applicazioni diversi tipi di cloud, sia privati (vSphere o Openstack) sia pubblici (AWS, Google o Azure). Per le aziende vuol dire ACCELERARE LA DIGITAL TRANSFORMATION riducendo drasticamente il tempo impiegato per mettere in produzione le nuove idee, ma anche di farlo in maniera più efficace, efficiente e sicura utilizzando l’automazione fornita dal PaaS.

Spesso parlando di cloud oggi si pensa alla nuvola di risorse interne o esterne all’azienda su cui si possono tenere o spostare applicazioni e dati. In realtà IL CLOUD È UN PARADIGMA attraverso il quale gli utenti possono scegliere i servizi IT di cui usufruire, e i rispettivi livelli di servizio, attraverso un portale su cui ne è immediatamente visibile il costo, con un tempo di erogazione una volta fatta la scelta dell’ordine di poche ore (se non di minuti). Per l’IT, dall’altra parte, questo paradigma consiste nella possibilità di definire e pubblicare su un portale il catalogo di servizi disponibili e i livelli di servizio associabili, e di usufruire di funzionalità di orchestrazione e gestione automatizzate che eroghino questi servizi senza doverli implementare in maniera manuale. Un’implementazione corretta dell’hybrid cloud permette di poter offrire (e fornire) in maniera trasparente risorse attraverso il portale servizi IT, che provengano dal cloud privato che pubblico, e di farlo riportando nell’IT la gestione, l’erogazione ed il controllo (nonché il budget) relativamente a tutti i servizi utilizzati dalle diverse linee di business. Ovviamente si dà agli utenti anche la possibilità di spostare carichi di lavoro e dati dal cloud privato a quello pubblico in maniera automatizzata e trasparente, grazie alla possibilità di utilizzo in maniera nativa delle risorse cloud che tutte le nostre soluzioni sono in grado di offrire.

Ma cosa occorre per arrivare a tanto?

Occorre UN CAMBIO DI PARADIGMA, e occorre anche quando parliamo di approccio alle soluzioni infrastrutturali. Stiamo riscontrando un sempre maggiore interesse da parte dei clienti italiani verso le soluzioni convergenti ed iperconvergenti. Parliamo di soluzioni ‘chiavi in mano’, sia per le applicazioni tradizionali (Enterprise hybrid cloud) sia per quelle di nuova generazione (Native Hybrid cloud) che forniscono in maniera rapida, integrata e supportata da un’unica azienda l’intera infrastruttura hardware e software (inclusi i portali dei servizi IT e le componenti di automazione e orchestrazione dell’infrastruttura).

Dell EMC è uno dei pochi vendor in grado di OFFRIRE UNA GAMMA COMPLETA DI SOLUZIONI CONVERGENTI che possono aiutare I clienti a semplificare la propria infrastruttura IT. Tutti i clienti: da quelli che ancora preferiscono integrare in casa le diverse componenti infrastrutturali, per i quali possiamo offrire reference architectures, ready nodes, bundles o sistemi validati, a quelli che invece preferiscono acquisire soluzioni preconfigurate o preintegrate (infrastrutture convergenti ed iperconvergenti, piattaforma di hybrid cloud). In pratica, possiamo SODDISFARE LE DIVERSE ESIGENZE DEI NOSTRI CLIENTI e delle loro applicazioni, in ambienti IT differenti e rispettando le modalità di approccio dei clienti verso le soluzioni IT.

Cosa significa acquisire un’infrastruttura converged o hyperconverged?

Significa acquisire in un unico prodotto le risorse computazionali, di rete, di storage e le funzionalità di virtualizzazione e protezione dei dati necessarie per le applicazioni. SI TRATTA DI UNA SOLUZIONE PREINTEGRATA, prodotta, fornita e supportata da un’unica azienda e comunque dotata di un’unica console di gestione per tutto lo stack infrastrutturale. Nelle infrastrutture convergenti tradizionali le diverse componenti (server, storage, network) possono essere identificate fisicamente e sulle loro funzionalità si basa anche la fornitura dei diversi livelli di servizio (performance, protezione, business continuity, disaster recovery). Le infrastrutture iperconvergenti sono invece basate su server standard x86 e le diverse componenti dello stack infrastrutturale (storage e network, ad esempio) sono implementate attraverso software (software defined network, software defined storage).

Per le aziende, dotarsi di infrastrutture iperconvergenti SIGNIFICA INNANZITUTTO RISPARMIARE, con vantaggi considerevoli dal punto di vista del costo della soluzione durante tutti il suo ciclo di vita, con riduzione del TCO di più del 30% sia dal punto di vista dei costi di gestione che di quelli operativi. Poi c’è la velocità di messa in produzione dell’infrastruttura: si tratta solo di connettere alla rete un’infrastruttura già preintegrata, con riduzione dei tempi di erogazione dei servizi IT e con flessibilità e agilità quando si tratta di aggiungere nuove risorse all’infrastruttura. Inoltre l’iperconvergenza ci permette di iniziare acquisendo esattamente le risorse che ci servono (pochi nodi) e poi di aggiungere in maniera semplice ed efficiente ulteriori risorse esattamente nel momento in cui sono necessarie, fino a centinaia o anche migliaia di nodi a secondi dei sistemi. Il tutto gestito e monitorato da un’unica console di gestione, con una riduzione ulteriore degli skill necessari per gestire un’infrastruttura complessa.

Quali risposte avete raccolto dalle aziende che stanno seguendo le vostre proposte di Transformation?

La trasformazione digitale è oramai una realtà: basti pensare al numero di applicazioni che permettono alle aziende (nuove e vecchie) di raggiungere i propri clienti attraverso tutti i device connessi alla rete, smartphone e tablet in primis. Per approcciare più velocemente il mondo del digitale OCCORRE PERÒ CHE LE AZIENDE RIPENSINO IL PROPRIO AMBIENTE IT. Quello che noi proponiamo ai nostri clienti è un approccio a tre fasi, che passa prima per la modernizzazione delle infrastrutture IT, che per raggiungere un adeguato livello di efficienza devono essere dotate delle caratteristiche innovative di cui abbiamo parlato prima (Flash, Scale Out, Software Defined, Cloud Enabled e Trust). Dopo la modernizzazione dell’infrastruttura è quindi possibile passare alla fase di automazione, utilizzando tecnologie che automatizzino la gestione e l’orchestrazione dei servizi IT, e permettano all’IT di offrire un catalogo di servizi propri e di terze parti attraverso un portale, servizi che sono poi erogati automaticamente e velocemente dall’infrastruttura stessa. A questo punto è possibile ripensare a processi e risorse all’interno dell’IT che possono essere rimodulati per poter avere un’IT vista nuovamente (e finalmente) come motore del business digitale verso cui le aziende si stanno muovendo.

È un processo che può essere AFFRONTATO IN MANIERA VELOCE stravolgendo completamente l’IT e adottando soluzioni chiavi in mano come l’Enterprise Hybrid Cloud; oppure gradualmente, lasciando alle aziende la scelta di come e con quali tecnologie intendono trasformare la loro IT.

Le aziende hanno preso consapevolezza del ruolo dell’IT transformation nello sviluppo della propria competitività. Dall’analisi che recentemente è stata condotta da Enterprise Strategy Group (ESG – IT Transformation Maturity Curve) emerge che il 71% delle aziende intervistate ritiene di non essere competitiva senza l’IT Transformation, ma ancora molta strada deve essere fatta visto che il 95% reputa di essere indietro rispetto ad alcuni competitor che stanno accelerando il processo di IT Transformation per raggiungere il business digitale. Dallo stesso studio, inoltre, emerge che il 95% delle organizzazioni più mature dal punto di vista IT ha superato gli obiettivi di profitto nel corso del 2016.

Il risultato di questa trasformazione, sui clienti che ci hanno scelto per essere accompagnati in questo processo (vedi in particolare lo studio di ESG e di IDC) sono una riduzione del budget impegnato per supportare le applicazioni tradizionali del 15-20% in media e un suo logico spostamento su strategie IT innovative; un tempo di erogazione dei servizi ridotto di sei volte, un delivery delle applicazioni 4 volte più veloce; un numero 3 volte maggiore di progetti IT conclusi in anticipo; una cooperazione stretta con le linee di business e quindi alla fine una visione dell’IT come dipartimento rilevante per l’esecuzione delle strategie aziendali.

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