Nel 2018 il valore di mercato dell’intelligenza artificiale in Italia era di 210 milioni di euro. Nel 2025 ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, ovvero quasi nove volte di più. La crescita di valore è stata costante, ma negli ultimi tre anni ha fatto segnare un incremento decisamente superiore: per esempio, nel confronto col 2024, si è assistito a un aumento del 50%.

Colpisce anche il fatto che in Italia si contino 1010 aziende censite dall’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, che offrono soluzioni e servizi di AI e 135 startup finanziate negli ultimi 5 anni.

Il mercato è dinamico, ma fa intravedere un solco profondo tra grandi imprese e Pmi: le prime, nel 71% dei casi, hanno avviato un progetto di intelligenza artificiale (ma solo una su cinque la utilizza in modo pervasivo in diverse funzioni), nel caso delle seconde la percentuale scende all’8%.

In ogni caso, è sensibile la diffusione tra i lavoratori: il 47% di essi utilizza strumenti di AI in azienda.

Intelligenza artificiale in Italia: tra GenAI e machine learning

Nella considerazione delle caratteristiche tecnologiche del mercato dell’intelligenza artificiale in Italia, l’analisi dell’Osservatorio del Politecnico di Milano mette in luce che il 46% è frutto di soluzioni di GenAI o di progetti ibridi, mentre l’altro 54% è caratterizzato da progetti prevalentemente di machine learning.

Nelle aziende, si registra un vero e proprio boom di Artificial Intelligence pronta all’uso, attraverso applicazioni standard facilmente implementabili. Nel 2025 l’84% delle grandi aziende ha acquistato licenze di almeno uno strumento di Generative AI, +31% rispetto al 2024.

Come ha fatto notare, Nicola Gatti, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence,

“nel 2025 la parola dell’anno è stata ‘Agentic AI’, non tanto per la sua attuale portata economica o per il suo impatto potenziale, ma per la semplicità con cui ci ricorda la potenza dell’innovazione combinatoria. una volta resi disponibili gli LLM, sono stati sbloccati tanti possibili utilizzi, tra cui gli agenti, in un meccanismo che si rinforza e accelera ogni giorno”.

Piacciono i progetti custom

Come si caratterizza il mercato dell’intelligenza artificiale in Italia? Un primo elemento di riflessione riguarda la modalità progettuale: il 77% del mercato italiano di AI riguarda progetti su misura per singoli clienti. A registrare la crescita maggiore sono i modelli più scalabili, quelli basati su servizi e licenze software. Nell’analisi condotta dall’Osservatorio del Politecnico dedicata alla tipologia dei clienti, si registra un’importante accelerazione nella PA (la sfera pubblica arriva a pesare il 19% del mercato) e nelle PMI (il 18% del totale). Tra i settori, manifatturiero e GDO/Retail evidenziano una crescita superiore alla media.

Nella considerazione riguardante la distribuzione del mercato AI per classi di soluzione, la quota maggiore (39%) dai sistemi di analisi testi e conversazionali, grazie alle applicazioni di Generative AI sulla conoscenza di base aziendale (manuali, normative o documentazione di supporto).

La seconda quota di mercato più importante (30%) riguarda sistemi di Data Exploration, Prediction & Optimization (30%) e le soluzioni di generazione e analisi di immagini, video e audio (16%, in forte crescita).

Diffusa, ma non approfondita: l’AI in azienda è COSì

“Nelle aziende si è diffusa in modo sensibile l’adozione di AI pronta all’uso, attraverso applicazioni standard facilmente implementabili”, segnala ancora l’Osservatorio, rilevando che nel 2025 l’84% delle grandi aziende ha acquistato licenze di almeno uno strumento di Generative AI (+31% rispetto al 2024).

Anche nelle Pmi si nota tale tendenza, pur più contenuta: il 9% delle Pmi impiega strumenti a pagamento; un altro 9% adotta strumenti gratuiti.

Su tutto, si rileva una pervasività dell’uso dell’intelligenza artificiale in azienda ancora embrionale dal punto di vista di gestione e compliance dell’AI: tra le grandi imprese, appena il 9% ha una governance strutturata dell’AI, con responsabilità delineate e allineamento delle iniziative con i principi etici e gli obiettivi aziendali.

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