Tra cloud sovereignty e shortage, il modello “cloud-first” va ripensato
Negli ultimi anni il cloud pubblico è stato adottato come soluzione immediata per rispondere a esigenze di scalabilità, continuità operativa e rapidità di deployment. Tuttavia, il contesto europeo sta cambiando rapidamente.
Da un lato, il tema della cloud sovereignty è diventato centrale: normative come GDPR, NIS2 e le linee guida sul trattamento dei dati critici impongono alle aziende un controllo sempre più diretto su dove risiedono i dati e chi può accedervi. Dall’altro, lo shortage di risorse infrastrutturali – tra carenza di data center, aumento dei costi energetici e saturazione delle region cloud – sta spingendo molte organizzazioni a rivedere l’approccio “full cloud”.
In questo scenario, le soluzioni di storage ibride emergono come la scelta più efficace e sostenibile. Non come compromesso, ma come evoluzione naturale dell’IT moderno.
Storage ibrido: perché è la scelta più razionale oggi
Lo storage ibrido combina infrastruttura on‑premises con servizi cloud, consentendo di distribuire dati e workload in modo intelligente. I benefici principali sono tre:
Controllo dei dati sensibili. I dati critici, personali o strategici rimangono localmente, sotto il pieno controllo dell’azienda. Flessibilità e scalabilità immediata. Il cloud viene utilizzato dove serve davvero: backup, replica off-site, disaster recovery e collaborazione. Riduzione della dipendenza dal cloud pubblico. Minori rischi legati a lock‑in, variazioni di costo impreviste e problemi di disponibilità delle region. QNAP si inserisce perfettamente in questo modello grazie a piattaforme software che fanno da ponte tra mondo locale e cloud.
Hybrid Backup Sync: orchestrare backup e replica senza confini
Hybrid Backup Sync (HBS) è il cuore operativo dello storage ibrido QNAP. Non si limita a eseguire backup, ma consente una gestione unificata dei flussi dati tra NAS, cloud pubblico e cloud privato.
Con HBS le aziende possono:
- Effettuare backup e ripristino tra NAS QNAP, server remoti e cloud
- Sincronizzare dati in modalità one‑way o two‑way
- Automatizzare politiche di disaster recovery
- Crittografare i dati prima che vengano trasferiti fuori dal perimetro aziendale
Il valore strategico di Hybrid Backup Sync, nel contesto della cloud sovereignty, è evidente: i dati possono essere conservati localmente e replicati nel cloud solo in forma protetta, mantenendo la governance interna.
myQNAPcloud One: un solo spazio cloud, controllo totale
Se Hybrid Backup Sync è il motore, myQNAPcloud One è lo spazio di estensione naturale dello storage aziendale. A differenza dei servizi cloud tradizionali, myQNAPcloud One nasce per integrarsi nativamente con l’infrastruttura QNAP, semplificando gestione, autenticazione e protezione dei dati.
I punti di forza principali:
- Piano di storage unificato, senza frammentazione su più provider
- Integrazione diretta con i NAS QNAP
- Maggiore trasparenza sulla localizzazione dei dati
- Riduzione della complessità operativa per l’IT
In un momento in cui molte aziende adottano il cloud “per necessità” a causa dello shortage, myQNAPcloud One permette di farlo in modo governato, senza perdere visibilità e controllo.
Caso reale: cosa succede senza uno storage ibrido
Immaginiamo un’azienda manifatturiera europea di medie dimensioni, con stabilimenti produttivi in più Paesi e una forte dipendenza dai sistemi digitali per la gestione della supply chain, della progettazione (CAD), del controllo qualità e dell’ERP.
Negli ultimi anni, spinta dall’urgenza di modernizzare l’IT e dalla difficoltà nel rinnovare l’infrastruttura interna – complice lo shortage hardware, l’aumento dei costi energetici e la carenza di data center locali – l’azienda decide di adottare un approccio cloud-first, affidando l’intera strategia di storage e backup a un cloud pubblico extra‑UE.
In una prima fase, la scelta sembra vincente:
- provisioning rapido delle risorse
- nessun investimento iniziale in hardware
- apparente riduzione della complessità operativa
Con il tempo, però, emergono criticità strutturali che mettono in discussione l’intero modello.
Perdita di controllo e criticità normative. I dati di produzione, i progetti industriali e le informazioni sui fornitori risiedono fisicamente fuori dall’Unione Europea. Questo solleva interrogativi sempre più rilevanti su cloud sovereignty, governance dei dati e conformità normativa.
Ogni audit diventa più complesso, i processi di certificazione si allungano e i team legali e IT devono giustificare continuamente l’adozione di infrastrutture non sotto il pieno controllo aziendale.
Costi imprevedibili e lock‑in tecnologico. Con l’aumento dei volumi di dati – tipico di ambienti industriali ad alta sensoristica e automazione – i costi di storage, e soprattutto di egress, crescono in modo imprevedibile.
L’azienda si trova progressivamente intrappolata in un vendor lock‑in: migrare altrove richiederebbe tempi lunghi, costi elevati e potenziali fermi operativi.
Impatti operativi e produttivi. Un problema temporaneo di connettività, un rallentamento dei servizi cloud o un incidente nella regione di riferimento possono tradursi in:
- accesso ritardato ai dati di produzione
- blocco dei sistemi ERP
- ritardi nelle consegne
- mancata sincronizzazione tra stabilimenti
In un contesto manifatturiero, anche pochi minuti di fermo possono avere conseguenze economiche significative.
Sicurezza e resilienza ridotte. Senza una copia locale o una replica on‑premises, l’azienda dipende totalmente dalla disponibilità del cloud pubblico. In caso di attacco ransomware, errore umano o malfunzionamento del provider, la capacità di ripristino rapido è limitata e non direttamente gestibile.
Governare il cloud, non subirlo
Nel contesto attuale, segnato da vincoli normativi sempre più stringenti, shortage infrastrutturale e crescente complessità nella gestione dei dati, le aziende non possono più permettersi scelte IT dettate solo dall’urgenza. La cloud sovereignty non è un ostacolo all’innovazione, ma una condizione necessaria per renderla sostenibile nel tempo.
Lo storage ibrido rappresenta oggi l’equilibrio più maturo tra controllo e flessibilità: consente di mantenere i dati critici sotto governo diretto, sfruttando il cloud come estensione intelligente e non come delega totale. In questo scenario, soluzioni come QNAP Hybrid Backup Sync e myQNAPcloud One dimostrano come sia possibile superare i limiti del cloud pubblico tradizionale, preservando sicurezza, conformità e continuità operativa.
Il futuro dell’IT aziendale non sarà definito da un approccio “on‑premises contro cloud”, ma da architetture ibride capaci di adattarsi al contesto, al business e alle normative. E le organizzazioni che iniziano oggi a costruire questa strategia saranno quelle più pronte ad affrontare le sfide di domani.

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