A che livello di penetrazione è giunta l’intelligenza artificiale nelle imprese? Oggi, il 34% delle aziende sta cominciando a utilizzare l’AI per trasformare profondamente il proprio business, mentre il 30% sta riprogettando i processi chiave attorno ad essa. Il restante 37% utilizza l’AI solo a livello superficiale, con poche o nessuna modifica ai processi aziendali sottostanti.
Questo significa che l’intelligenza artificiale sta già incrementando produttività ed efficienza, ma solo una piccola parte delle imprese la sta utilizzando per riscrivere il business.
Sono questi alcuni dei dati offerti dal report “State of AI in the Enterprise” di Deloitte, che fa il punto sull’adozione dei principali strumenti offerti dall’artificial intelligence a beneficio dei processi aziendali.
Un primo passo, quindi, è stato fatto, ma c’è ancora molto da fare perché l’AI si sviluppi nel contesto imprenditoriale. A riprova di questo, c’è un ulteriore dato: nonostante le elevate aspettative in termini di automazione, l’84% delle aziende non ha riprogettato le mansioni o la natura stessa del lavoro attorno alle capacità dell’intelligenza artificiale.
Intelligenza artificiale nelle imprese: a che punto siamo
L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese è giunta a una fase di sviluppo importante, anzi cruciale, sottolineano gli stessi analisti Deloitte nel report.
“Da un lato, assistiamo a una chiara accelerazione da parte delle organizzazioni: con un più ampio accesso della forza lavoro agli strumenti di intelligenza artificiale, guadagni di produttività iniziali e una crescente fiducia nel potenziale dell’intelligenza artificiale. Dall’altro, osserviamo un divario tra sperimentazione e vera trasformazione aziendale”.
Molte organizzazioni utilizzano l’AI principalmente per promuovere l’efficienza, mentre un gruppo più piccolo sta prendendo il sopravvento, iniziando a reinventare modelli di business, offerte, ruoli e modalità di lavoro. “Le organizzazioni leader stanno ripensando il modo in cui viene svolto il lavoro, come sono strutturati i team e come le capacità umane e delle macchine possono completarsi a vicenda nelle operazioni quotidiane”, sottolineano gli autori del report.
Lo stadio evolutivo dell’adozione dell’AI è ancora per molti aspetti iniziale. Nel documento si rileva questo aspetto. Mentre le aziende sperimentano tecniche d’intelligenza artificiale a un ritmo sempre più sostenuto, molte faticano a trasformare questi esperimenti in soluzioni in grado di avere un impatto aziendale misurabile. Oggi, solo un quarto degli intervistati ha affermato che la propria organizzazione ha portato in produzione almeno il 40% dei propri esperimenti di intelligenza artificiale. Ciononostante, il 54% prevede di raggiungere tale livello nei prossimi 3-6 mesi, a dimostrazione del fatto che il percorso verso la creazione di valore è chiaro e realizzabile.
Il ruolo degli Agenti AI…
Il 77% delle aziende intervistate afferma che l’ubicazione dello sviluppo dell’AI è un fattore chiave nella scelta delle nuove tecnologie.
A questo proposito, il report Deloitte si focalizza, in particolare, sulla penetrazione degli Agenti AI e sulla Physical AI, per comprendere meglio l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese.
Gli Agenti AI autonomi “stanno rapidamente invadendo le aziende, ma la supervisione è carente”, si legge. Il 74% delle aziende prevede di implementare l’intelligenza artificiale agentica entro due anni. Tuttavia, solo il 21% dichiara di avere un modello maturo per la governance degli agenti autonomi.
…e l’impatto della Physical AI
Riguardo la Physical AI, essa risulta già integrata nelle operazioni e la sua presenza è in rapida crescita. Secondo Deloitte, sta rapidamente diventando parte integrante delle operazioni in tutto il mondo, con il 58% delle aziende che la utilizza già in una certa misura e si prevede che l’adozione raggiungerà l’80% entro due anni. Mentre produzione, logistica e difesa sono i settori che guidano l’adozione a livello globale, i mercati dell’area Asia-Pacifico sono in testa all’impiego, promuovendo l’integrazione diffusa di robotica, veicoli autonomi e droni e dettando il ritmo per la prossima ondata di automazione industriale.
Con la diffusione della Physical AI, alcuni tipi dovrebbero avere un impatto a lungo termine maggiore rispetto ad altri. Cita, a questo riguardo: sistemi di sicurezza intelligenti e/o monitoraggio intelligente (21%); robotica collaborativa (20%); e digital twin (19%).
fattore umano prioritario, ma serve formazione
Un altro aspetto importante per stabilire il livello di penetrazione dell’intelligenza artificiale nelle imprese riguarda le risorse umane. Nonostante le elevate aspettative in termini di automazione, l’84% delle aziende non ha riprogettato le mansioni o la natura stessa del lavoro attorno alle capacità dell’AI.
“Le competenze insufficienti dei lavoratori sono considerate il principale ostacolo all’integrazione dell’AI nel business, ma meno della metà delle aziende sta apportando modifiche significative alle proprie strategie per i talenti. La maggior parte si concentra sulla formazione dei dipendenti, ma molte meno stanno riprogettando ruoli, flussi di lavoro e percorsi di carriera.”
È bene sottolineare l’importanza di un’accresciuta competenza e della necessità di formazione perché il fattore umano sarà comunque fondamentale. Gli stessi agenti AI non eliminano il valore degli esseri umani. L’adozione dell’Agentic AI potrebbe aumentare la necessità di punti di forza tipicamente umani, come l’adattabilità e la capacità di giudizio, nel breve termine. “Pensavamo che avremmo automatizzato i lavori. La verità è che non è così. Si darà ai lavoratori esistenti dei moltiplicatori di forza che consentiranno loro di essere più efficaci”, ha affermato l’ex vicepresidente di un’importante azienda di telecomunicazioni alla stessa Deloitte.

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